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OpenAI lancia Dots, agenti sempre attivi con un computer nel cloud

I Dots usano GPT-6 Astra, continuano a lavorare tra una conversazione e l'altra e possono agire attraverso app collegate. Sono disponibili su Pro, Business Premium ed Enterprise.

Pubblicata2026-10-01 · 6 min
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01 / L'annuncio

Dots è il nuovo sistema di agenti personali di OpenAI.

OpenAI ha presentato Dots il 29 settembre durante il DevDay 2026. Ogni Dot è un agente personale basato su GPT-6 Astra che può continuare a lavorare dopo la fine di una conversazione, inviare aggiornamenti e chiedere conferma quando serve una decisione.

L'accesso è in rollout su ChatGPT web, mobile e desktop per i piani Pro, Business Premium ed Enterprise nei mercati supportati. Gli utenti Enterprise possono usarlo quando viene abilitato dall'amministratore del workspace.

02 / Come funziona

Ogni Dot lavora su un proprio computer nel cloud.

Secondo OpenAI, il Dot parte dal contesto della memoria ChatGPT, usa Codex e gli strumenti collegati e può continuare un progetto tra una sessione e l'altra. L'utente decide quali app può usare e può cambiare direzione o mettere in pausa il lavoro.

OpenAI mostra esempi che vanno dalla preparazione di una presentazione alla gestione di una migrazione API, fino alla costruzione e al test di piccole modifiche software partendo dal feedback degli utenti. I Dots possono anche comparire in Slack e Microsoft Teams mantenendo il contesto del lavoro iniziato altrove.

The Verge riporta che per ora ogni utente può creare un solo Dot; OpenAI prevede di supportarne più di uno in futuro.

03 / Autonomia e permessi

Il Dot può lavorare da solo, ma non tutte le azioni sono automatiche.

Le autorizzazioni passano dagli stessi plugin usati da ChatGPT, ChatGPT Work e Codex. Nella documentazione di sicurezza, OpenAI spiega che le Custom Rules possono vietare azioni specifiche, per esempio l'invio di email, o imporre un'approvazione prima di procedere.

Le azioni che possono modificare account o condividere informazioni passano attraverso Auto-review. Operazioni come il cambio password restano a carico dell'utente.

Esiste anche una modalità di ricerca proattiva: il Dot può leggere fonti collegate autorizzate e salvare note private prima che venga fatta una richiesta. Questa modalità, però, non può da sola inviare messaggi, modificare contenuti tramite plugin o controllare browser e computer; per farlo deve passare dalle normali regole di autorizzazione.

04 / Memoria e dati

Dots e ChatGPT condividono parte del contesto.

La FAQ di OpenAI specifica che un Dot può ricevere memoria e conversazioni recenti da ChatGPT e che le conversazioni con il Dot possono a loro volta contribuire alla memoria di ChatGPT. Disattivare Memory interrompe la condivisione futura, ma non elimina automaticamente il contesto già ricevuto dal Dot.

Scollegare un servizio impedisce nuovi accessi, ma non cancella le informazioni che il Dot ha già incorporato nel proprio contesto. Eliminare il Dot cancella il suo contesto, mentre file, thread Codex e conversazioni ChatGPT creati durante il lavoro restano nelle rispettive aree.

Per Business, Enterprise ed Edu, OpenAI dichiara che i dati non vengono usati per addestrare i modelli per impostazione predefinita. Nei piani personali, invece, vale l'impostazione “Improve the model for everyone”.

05 / Cosa può fare oggi

Il caso d'uso è più vicino a un collaboratore persistente che a una singola chat.

Negli esempi ufficiali, un Dot segue metriche e feedback per aggiornare una presentazione, controlla requisiti di un RFP contro email e documentazione, prepara codice e test durante una migrazione API e continua a monitorare il lavoro finché le dipendenze non vengono eliminate.

Questi sono scenari dimostrativi pubblicati da OpenAI, non benchmark indipendenti. Il punto tecnico è che il Dot combina memoria, strumenti, computer cloud e lavoro asincrono sotto un unico agente, invece di richiedere una nuova conversazione per ogni passaggio.

06 / La parte ancora da dimostrare

Lavorare a lungo senza supervisione resta il test più importante.

Reuters riporta che durante il DevDay alcune demo live hanno avuto problemi: i Dots non sono riusciti più volte a fornire gli aggiornamenti vocali richiesti sul palco. OpenAI ha attribuito i problemi al rollout simultaneo degli aggiornamenti.

Reuters ricorda anche che il lancio arriva mentre cresce l'attenzione sulla sicurezza degli agenti autonomi. OpenAI afferma di aver introdotto regole, approvazioni e controlli proprio per ridurre il rischio che un agente agisca fuori dalle intenzioni dell'utente.

La domanda utile non è quindi se Dots sappia completare una demo, ma quanto spesso riesca a portare avanti task lunghi con app reali, permessi reali e dati reali senza richiedere continui interventi umani.

07 / Disponibilità

Dots non è ancora un prodotto per tutti gli utenti ChatGPT.

OpenAI lo sta distribuendo su Pro, Business Premium ed Enterprise nei mercati supportati. I minori di 18 anni non possono usarlo al momento, secondo la documentazione ufficiale.

La pagina ufficiale del prodotto è su ChatGPT. Dots non va confuso con domini come dot.com o dots.com, che non sono il sito ufficiale del prodotto OpenAI.

EMPV / TAKEAWAY

Dots mette insieme memoria, strumenti e un computer cloud in un agente persistente. Il punto da misurare sarà quanto lavoro riesce davvero a portare avanti senza supervisione continua.

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